Visualizzazione post con etichetta Eselsbrücken. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eselsbrücken. Mostra tutti i post

venerdì 7 maggio 2021

Tedesco - le preposizioni

Quale preposizione va col dativo, l'accusativo, il genitivo? E coi verbi, gli aggettivi, i sostantivi? Scopriamolo! Tedesco - le preposizioni.

Quale preposizione va col dativo, l’accusativo, il genitivo? E coi verbi, gli aggettivi, i sostantivi? Scopriamolo! Tedesco – le preposizioni.

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete conosciuto il piccolo grande mondo delle proposizioni e con quali casi si accordano.

Saprete anche abbinare i verbi, i sostantivi o gli aggettivi con le giuste preposizioni, seguendo dei campi semantici (pensiero, paura, sentimenti, inizio, fine, ecc.).

Tedesco – le preposizioni

Nell’ultima lezione abbiamo affrontato due argomenti ostici per chi apprende il tedesco: il Präteritum e il Perfekt.

Spero che la spiegazione e gli schemi siano stati di notevole aiuto, ma se così non fosse potete scrivermi e commentare.

Dunque, ora intraprendiamo un altro piccolo percorso: quello delle preposizioni.

Sono tanto piccole queste parole, eppure mandano in confusione, soprattutto su questi due aspetti:

  • che ci vuole dopo: il genitivo, il dativo o l’accusativo del sostantivo?
  • con quale verbo si accorda quale preposizione?

Vi svelo due Eselsbrücken:

  • Ci sono dei campi semantici per i quali ci vogliono determinate preposizioni (pensiero, rabbia, ricordo, ecc.);
  • i miei schemi sono già di per sé dei ponti d’asino! 😛

Tedesco – le preposizioni (Präpositionen)

Scopriamo quali sono queste preposizioni in tedesco e con quali casi tedeschi si accordano.

Frasi completive

Qui vi do un primo assaggio della prossima lezione sulle frasi subordinate, ossia che dipendono da una frase principale di senso compiuto.

Questa spiegazione anticipa anche la questione dei verbi con preposizione.

Meine Hausaufgaben zu machen e dass du mich gestern besucht hast sono le due proposizioni subordinate.

Verben, Adjektive und Nomen mit Präpositionen

Quando hai paura di qualcosa cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa.

(Da Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi di Luciano De Crescenzo)

Mi sono imbattuta per la prima volta in questa citazione in un periodo della mia vita in cui avevo bisogno di crearmi una stanza tutta per me, con frasi motivazionali e con altre che ben descrivessero i processi mentali ed esperienziali che stavo attraversando.

Questa è una delle frasi che più mi sono rimaste impresse.

Effettivamente è così: nel marasma della vita o semplicemente nel caos di argomenti e parole da apprendere, ci è di grande aiuto fare una schematizzazione, per prendere appunto le misure di ciò che si sta esperendo.

Ebbene, mentre preparavo le slide per l’ex startup di cui ho fatto parte, ho pensato “chissà che i sentimenti, i pensieri, le argomentazioni e altro non possano avere una preposizione in comune”.

Ecco il risultato di tanta elucubrazione mentale.

Per oggi è tutto.

Tschüß!

Se questo articolo vi è piaciuto e/o se conoscete persone cui possa interessare, condividetelo sui vostri social network!

mercoledì 5 maggio 2021

Tedesco - preterito e perfetto

In questo articolo scopriremo i trucchi su due tempi del tedesco che fanno girare la testa. Tedesco - preterito e perfetto.

In questo articolo scopriremo i trucchi su due tempi del tedesco che fanno girare la testa. Tedesco – preterito e perfetto.

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato a usare i tempi preterito e perfetto per parlare di azioni passate o appena compiute.

L’ultima volta abbiamo avuto un primo impatto coi verbi tedeschi: http://ideemalsane.it/?p=595.

Abbiamo accennato al fatto che la differenza fra verbi misti, deboli e forti sia evidente soprattutto nel tempo preterito (Präteritum, passato remoto, altra eredità del latino).

Approdiamo dunque a queste sponde sicure e con trucchi per apprendere e usare meglio sia questo tempo sia il perfetto (Perfekt, passato prossimo).

Come in altre lezioni di inglese e tedesco, ricorrerò a schemi e SmartArt del caro programma PowerPoint.

Ma prima (ri)scopriamo cosa sia il paradigma. Ho già usato questo termine in una delle English grammar pills.
Nelle due immagini che seguono sta spiegato ciò che ci serve per il momento.

Tedesco – preterito e perfetto

Anche per questo argomento ci sono degli Eselsbrücken.

Scopriamo insieme quali sono!

Tempo richiesto: 3 minuti.

Preterito

  1. Schwache Verben (verbi deboli) – Goku

    Come detto già nella scorsa lezione, i verbi deboli sono quelli generici, cioè la coniugazione di questi verbi è tipica dei verbi regolari.
    Non ci sono modifiche di vocali, bensì solo le desinenze finali per esprimere il preterito.
    Fragen e arbeiten sono due esempi di verbi deboli.
    L’ho associato al personaggio di DragonBall Goku perché rispetto a Vegeta è meno orgoglioso e molto accogliente.

  2. Starke Verben (verbi forti) e unregelmäßige Verben (verbi irregolari) – Vegeta

    “Andare, partire, tornare”: tre verbi che in tedesco hanno una coniugazione irregolare.
    Fahren (partire) è un esempio di verbo forte (presente: du fährst e er/sie/es fährt), mentre gehen (andare) e (zurück)kommen (venire – tornare) sono irregolari.
    Vegeta è l’orgoglioso (e rompiscatole) Sayan e personalmente sono #teamvegeta, quindi non potevo non associarlo ai verbi forti. 😛

  3. Gemischte Verben (verbi misti) – Gogeta

    Lo dice la parola stessa: misto. Significa che questi verbi prendono una coniugazione un po’ come quella dei verbi forti, un po’ come quella dei deboli. Insomma, questi verbi misti sono Gogeta, ossia la fusione fra Goku e Vegeta.

Ora vediamo insieme il Perfekt, ossia un tempo composto del modo indicativo.

Dal numero di immagini potrete dedurre che il Präteritum in fondo in fondo così complicato non lo sia.

In realtà nemmeno il Perfekt è così difficile, purché si prenda come riferimento almeno uno o due verbi per ogni gruppo per poter ricordare i paradigmi dei verbi simili.

È lo stesso ragionamento seguito per i paradigmi in inglese, che ho voluto applicare anche per il tedesco.
Di seguito sono riportate le desinenze per formare il tempo perfetto e le tabelle coi gruppi verbali per associazione di suoni o per la forma simile.

Last but not least…

Ricordo che la parentesi destra si attiva nei seguenti casi:

  • tempo preterito dei verbi separabili;
  • verbi modali;
  • tempo perfetto.

Vi lascio con un’ultima chicca sul doppio infinito coi verbi modali.

Se vi volete esercitare coi paradigmi, scrivetemi alla mail robertafi.visone@gmail.com per ricevere degli esercizi interattivi.

Per oggi è tutto.

Tschüß!

Se questo articolo vi è piaciuto e/o se conoscete persone cui possa interessare, condividetelo sui vostri social network!

venerdì 23 aprile 2021

Tedesco - sostantivi e plurali

In questo articolo scopriremo i sostantivi e la formazione del plurale in tedesco. Tedesco - sostantivi e plurali.

In questo articolo scopriremo i sostantivi e la formazione del plurale in tedesco. Tedesco – sostantivi e plurali.

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato a districarvi fra i generi dei sostantivi, che chiaramente si accordano con gli articoli e gli aggettivi di cui vi ho parlato nella lezione precedente.

Saprete anche creare il plurale dei sostantivi per poter parlare di più oggetti, luoghi o persone.

Tedesco – sostantivi e plurali

Hallihallo! Wie geht’s? (trad. Ciao! Come va?)

Spero tutto bene nonostante questa apparentemente perenne reclusione forzata da COVID.

Dunque, nello scorso articolo (http://ideemalsane.it/?p=519) abbiamo avuto un primo impatto con parole piccoline (gli articoli e gli aggettivi possessivi) e con ciò che fornisce ulteriori informazioni su una persona/oggetto/luogo (ossia gli aggettivi).

Abbiamo anche visto una delle eredità della lingua latina, cioè la declinazione, ossia il fatto che una parola prende delle desinenze secondo la funzione che ricopre nella frase (soggetto o complemento).

Avrete quindi probabilmente intuito che la lingua tedesca ha una sua logica, un suo costrutto particolare.

Ora vediamo insieme come si dividono i sostantivi in tedesco e come si forma il plurale in tedesco.

Tedesco – sostantivi

Esistono tre generi, esattamente come nel caso degli articoli: maschile, femminile e neutro.

Per capire a quale genere appartiene un sostantivo entrano in gioco alcuni fattori, che vi illustro nelle immagini sottostanti e che mi ricordano i tempi universitari di cui ho tanta nostalgia. Questi raggruppamenti sono ispirati ad appunti della prof.ssa Häußinger, di lingua e linguistica tedesca I.

Ormai vi state abituando al mio schematizzare determinati concetti in tabelle, vero? 😀

Intanto vi svelo un trucco: più avete a che fare con questa lingua, più vi risulterà semplice ricordare il genere dei sostantivi e, chiaramente, quale articolo usare. Dalla serie La pratica spratica.
Un ulteriore consiglio che do è segnarsi su un quaderno ogni parola nuova che incontrate e colorarlo secondo il genere (maschile, femminile, neutro).

Vi lascio anche un link per approfondimenti sui sostantivi di nazionalità e su quelli che prendono la desinenza -en quasi in tutti i casi (tipo Held, Herz, Biologe): chrome-extension://oemmndcbldboiebfnladdacbdfmadadm/https://www.wirtschaftsdeutsch.de/lehrmaterialien/grammatik-nomen-a.pdf.

Tedesco – formazione del plurale

Scopriamo adesso come si forma il plurale.

Vi dico già che esistono 8 morfemi del plurale!

Ora sì che rimpiangete la -s/-es/-ies dell’inglese, eh?

Ma keine Sorge! (trad. Non preoccuparti!)

Le desinenze sono piccoline e c’è un criterio per formare il plurale.
Il solo trattino significa che il sostantivo non prende desinenze per il plurale.

Guardate le immagini!
Nella prima ci sono solo le desinenze del plurale, nella seconda le desinenze dei sostantivi al singolare, quelle da aggiungere per il plurale e gli esempi.

Vi anticipo gli argomenti delle prossime tre lezioni:

  • costruzione della frase;
  • verbi forti, deboli, misti, separabili e inseparabili;
  • perfetto e preterito.

È tutto per oggi!

Tschüß!

Se questo articolo vi è piaciuto e/o se conoscete persone cui possa interessare, condividetelo sui vostri social network!

mercoledì 21 aprile 2021

Tedesco - Declinazione di articoli e aggettivi

In questo articolo scopriremo la declinazione degli articoli e degli aggettivi in lingua tedesca, con qualche trucchetto!

In questo articolo scopriremo la declinazione degli articoli e degli aggettivi in lingua tedesca, con qualche trucchetto!

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato che gli articoli sono declinati in casi, secondo il genere (maschile, femminile o neutro) e secondo il numero (singolare o plurale).

Grazie a dei trucchetti vi sarà anche più chiara la famigerata declinazione degli aggettivi, che desta tante preoccupazioni.

Basta un po’ di logica per poter usare i trucchetti che vi mostrerò.

Genesi degli articoli sul tedesco

Il corso PON di cui sono docente esperta da un mese sta giungendo quasi al termine, ma mi è bastato poco per capire quali argomenti risultano di intralcio all’apprendimento del tedesco.

In realtà non ho fatto nulla di straordinario: ho semplicemente ascoltato le risposte degli alunni e delle alunne alla mia domanda “Quali argomenti trovate difficili?”

Devo dire che non solo ho ricevuto risposte oneste confermate dai fatti, ma anche diversi progressi nel corso del PON.

Da questo contesto nasce l’esigenza di riunire su questo sito Idee Malsane dieci argomenti ostici in otto articoli, con cadenza bisettimanale (mercoledì e venerdì).

In più pubblicherò altri due articoli che riguardano rispettivamente l’esame B1 e il mondo cinematografico e telefilmico germanofono.

Se ricordate, nell’articolo http://ideemalsane.it/?p=471 ho fornito consigli su come affrontare gli esami Cambridge.

Allo stesso modo darò dritte sull’esame B1 del Goethe-Institut e consiglierò la visione di film e telefilm prodotti in Germania e in altri paesi germanofoni.

Keine Angst! Keine Sorge!

Sono qui per questo: risolvo problemi, ma non alla maniera di Mr. Wolf di Pulp Fiction!

Prima di iniziare…

Vi invito a leggere questo post: http://ideemalsane.it/?p=452.

Tedesco – Declinazione di articoli e aggettivi

Dedico il primo dei dieci articoli sulla lingua e cultura tedesca a uno degli argomenti considerati più complicati da apprendere: la declinazione di articoli e aggettivi.

Come con le lezioni di inglese, fornirò materiali di diverso tipo.

Brevissima risposta al perché della “declinazione” in tedesco

Il tedesco è una lingua del ramo germanico, ma la parola “declinazione” fa sicuramente ricondurre al “famigerato” latino.

Ebbene sì.

Questa lingua ha donato in eredità alcune strutture sintattico-grammaticali al tedesco, in particolar modo l’uso di desinenze per articoli e aggettivi, la costruzione della frase e il verbo a fine frase nelle proposizioni secondarie.

Per il momento vediamo la declinazione di articoli e aggettivi, il che implica che articoli e aggettivi prendono delle desinenze secondo la loro funzione nella frase (funzione di soggetto, complemento oggetto, complementi vari).

Tedesco – Declinazione di articoli e aggettivi

Come promesso, vi mostrerò dei trucchetti per apprendere il tedesco in modo più semplice.

Si chiamano Eselsbrücken (ponti d’asino).

Declinazione degli articoli

Primo trucco:

  • Gli articoli determinativi (il, l’, lo, la, i, gli, le), quelli indeterminativi (un, un’, uno, una) e kein- (particella negativa traducibile con “nessunə”, come in “Non ho nessun amico/nessuna voglia di parlare”) seguono la stessa declinazione secondo il GENERE (maschile, femminile o neutro), o meglio, in totale sono tre le declinazioni da ricordare, non è che ogni articolo e ogni genere viene declinato in modo diverso.

Nella fattispecie, l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al femminile seguono un’unica declinazione con le desinenze -e ed -er; l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al maschile seguono un’unica declinazione con le desinenze tipiche della declinazione maschile; l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al neutro seguono un’unica declinazione con le desinenze tipiche della declinazione neutra. Infine il plurale di tutti questi articoli segue una propria declinazione quasi uguale a quella femminile, a parte -en al dativo invece di -er.

Insomma, ci sono tanti tipi di articoli, ma sole quattro declinazioni da ricordare.

L’ordine con cui generalmente si spiegano i casi delle declinazioni è nominativo-genitivo-dativo-accusativo, ma preferisco sovvertire l’ordine accostando il nominativo (il sostantivo fa da soggetto della frase, cioè da persona che compie un’azione, es. “Io mangio la mela”) all’accusativo (complemento oggetto, ossia ciò su cui ricade un’azione, es. “Io mangio la mela“).

Il motivo è che gli articoli si declinano allo stesso modo al femminile, al neutro e al plurale in questi due casi.

Vedremo nell’articolo successivo quali sostantivi vanno con l’articolo maschile, quali col femminile e quali col neutro.

Per il momento godetevi gli schemini che vi allego sugli articoli determinativi, indeterminativi e su kein-.
Nella prima immagine vediamo questi articoli declinati al nominativo, nella seconda all’accusativo, nella terza in tutti i casi.

Secondo trucco:

  • Gli aggettivi possessivi (mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro) seguono quasi sempre la stessa declinazione al MASCHILE e NEUTRO da un lato, e al FEMMINILE e al PLURALE da un altro.

“Quasi sempre” perché al dativo e all’accusativo ci sono delle differenziazioni.

Declinazione degli aggettivi

Passiamo ora alla declinazione degli aggettivi.

Articoli e aggettivi vanno a braccetto, perciò li ho trattati in un unico articolo.

Tuttavia, nel caso della declinazione degli aggettivi non ho potuto mettere nominativo e accusativo insieme, perché si differenziano secondo il genere.

Eccoci al terzo trucco:

  • Per capire che desinenza ci vuole alla fine degli aggettivi, basta vedere cosa c’è prima dell’aggettivo.

Tempo richiesto: 1 minuto.

Cosa c’è prima dell’aggettivo?

  1. Declinazione debole (-en, -e)

    È la declinazione aggettivale più semplice: o è -en o è -e.
    Si usa quando abbiamo gli articoli determinativi, che già si declinano (quindi che bisogno c’è di declinare pure gli aggettivi?!) e quando sono preceduti dai pronomi indefiniti (medesim*/stess*/quell*/ogn*/qualche/tal*/qual*).

  2. Declinazione mista (-en, -e, -er, -es)

    Qui abbiamo le desinenze -en ed -e, come nella declinazione debole, e in più -er (SOLO AL NOMINATIVO MASCHILE) ed -es (SOLO AL NOMINATIVO E ACCUSATIVO NEUTRO).
    Questa declinazione si usa con gli articoli INdeterminativi, con kein- e con gli aggettivi possessivi.

  3. Declinazione forte (-en, -e, -er, -es, -em)

    Alle quattro desinenze della declinazione mista si aggiunga -em per il dativo maschile e neutro.
    Si usa quando l’aggettivo NON È PRECEDUTO DA ARTICOLI (altrimenti seguirebbe la declinazione debole, non trovate?) e quando è preceduto dai NUMERI e da quantificatori come “alcun*/qualche/numeros*”.
    Insomma, con la declinazione forte… DATE I NUMERI!

ATTENZIONE: Alla voce “nota bene” ‘N+A’ significa Nominativ+Akkusativ; ‘N’ invece significa Nominativ.

Vi svelo il quarto e quinto trucco (non è accademico, ma forse vi toglierà dall’impiccio di non ricordarvi tutte queste desinenze):

  • Parlate velocemente, così i vostri interlocutori non notano quale desinenza abbiate usato;
  • Usate il potere dello schwa.

E cos’è questo schwa?

Vi rimando a una lezione di inglese: http://ideemalsane.it/?p=103.

Spero che ora vi siano più chiare queste declinazioni.

Se questo articolo vi è piaciuto e/o se conoscete persone cui possa interessare, condividetelo sui vostri social network!

(Per ulteriori approfondimenti sui casi: https://poesiediperiferiaealtrestorie.blogspot.com/2020/12/seconda-lezione-i-casi-del-latino.html).