Tramite questo articolo potrete accedere alla videolezione di tedesco numero 5.In questa videolezione vi illustrerò un esempio di mail, come si indica il nome di una strada, i tipi di abitazione e il mobilio diviso per genere (maschile, femminile e neutro).Inoltre vedremo gli articoli (determinativo, indeterminativo e "kein-") declinati in caso accusativo (complemento oggetto, per intenderci), gli aggettivi possessivi (Possessivartikel) al nominativo e vi accennerò qualcosa sulle funzioni degli aggettivi in una frase.Infine vedremo i Komposita, i morfemi di raccordo e dove si pone l'accento nelle parole composte, e il suono ch che si pronuncia in due modi (/x/ oppure /ç/) secondo la vocale che lo precede.
Contenuto della videolezione
Tramite questo articolo potrete accedere alla videolezione di tedesco numero 5.
In questa videolezione vi illustrerò un esempio di mail, come si indica il nome di una strada, i tipi di abitazione e il mobilio diviso per genere.
A tal proposito ricordo che il tedesco ne ha tre: maschile, femminile e neutro.
Inoltre vedremo:
gli articoli (determinativo, indeterminativo e kein-) declinati in caso accusativo (complemento oggetto, per intenderci);
gli aggettivi possessivi (detti anche Possessivartikel) al nominativo;
le funzioni degli aggettivi in una frase.
L’argomento “declinazione degli aggettivi” è un po’ complesso e verrà trattato in un’altra videolezione.
Se, però, volete spoilerare, potete già trovarlo in questo articolo.
In aggiunta a ciò vedremo i Komposita, ossia quella serie di parole azzeccate l’una accanto all’altra tramite i morfemi di raccordo.
Infine, a livello di fonetica e fonologia (lo studio dei suoni, per intenderci) vedremo:
dove si pone l’accento nelle parole composte;
il suono ch che si pronuncia in due modi (/x/ come la jota spagnola oppure /ç/ come la çedille francese) secondo la vocale che lo precede.
Videolezione di tedesco numero 5: Lernen wir Deutsch!
Come sta procedendo lo studio del tedesco? Spero tutto bene.
Ci siamo per la quinta videolezione di tedesco?
Achtung, fertig, los!
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Quale preposizione va col dativo, l'accusativo, il genitivo? E coi verbi, gli aggettivi, i sostantivi? Scopriamolo! Tedesco - le preposizioni.
Quale preposizione va col dativo, l’accusativo, il genitivo? E coi verbi, gli aggettivi, i sostantivi? Scopriamolo! Tedesco – le preposizioni.
Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare
Alla fine di questo articolo avrete conosciuto il piccolo grande mondo delle proposizioni e con quali casi si accordano.
Saprete anche abbinare i verbi, i sostantivi o gli aggettivi con le giuste preposizioni, seguendo dei campi semantici (pensiero, paura, sentimenti, inizio, fine, ecc.).
Tedesco – le preposizioni
Nell’ultima lezione abbiamo affrontato due argomenti ostici per chi apprende il tedesco: il Präteritum e il Perfekt.
Spero che la spiegazione e gli schemi siano stati di notevole aiuto, ma se così non fosse potete scrivermi e commentare.
Dunque, ora intraprendiamo un altro piccolo percorso: quello delle preposizioni.
Sono tanto piccole queste parole, eppure mandano in confusione, soprattutto su questi due aspetti:
che ci vuole dopo: il genitivo, il dativo o l’accusativo del sostantivo?
con quale verbo si accorda quale preposizione?
Vi svelo due Eselsbrücken:
Ci sono dei campi semantici per i quali ci vogliono determinate preposizioni (pensiero, rabbia, ricordo, ecc.);
i miei schemi sono già di per sé dei ponti d’asino! 😛
Tedesco – le preposizioni (Präpositionen)
Scopriamo quali sono queste preposizioni in tedesco e con quali casi tedeschi si accordano.
Frasi completive
Qui vi do un primo assaggio della prossima lezione sulle frasi subordinate, ossia che dipendono da una frase principale di senso compiuto.
Questa spiegazione anticipa anche la questione dei verbi con preposizione.
Meine Hausaufgaben zu machen e dass du mich gestern besucht hast sono le due proposizioni subordinate.
Verben, Adjektive und Nomen mit Präpositionen
Quando hai paura di qualcosa cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa.
(Da Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi di Luciano De Crescenzo)
Mi sono imbattuta per la prima volta in questa citazione in un periodo della mia vita in cui avevo bisogno di crearmi una stanza tutta per me, con frasi motivazionali e con altre che ben descrivessero i processi mentali ed esperienziali che stavo attraversando.
Questa è una delle frasi che più mi sono rimaste impresse.
Effettivamente è così: nel marasma della vita o semplicemente nel caos di argomenti e parole da apprendere, ci è di grande aiuto fare una schematizzazione, per prendere appunto le misure di ciò che si sta esperendo.
Ebbene, mentre preparavo le slide per l’ex startup di cui ho fatto parte, ho pensato “chissà che i sentimenti, i pensieri, le argomentazioni e altro non possano avere una preposizione in comune”.
Ecco il risultato di tanta elucubrazione mentale.
Per oggi è tutto.
Tschüß!
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In questo articolo scopriremo la declinazione degli articoli e degli aggettivi in lingua tedesca, con qualche trucchetto!
In questo articolo scopriremo la declinazione degli articoli e degli aggettivi in lingua tedesca, con qualche trucchetto!
Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare
Alla fine di questo articolo avrete imparato che gli articoli sono declinati in casi, secondo il genere (maschile, femminile o neutro) e secondo il numero (singolare o plurale).
Grazie a dei trucchetti vi sarà anche più chiara la famigerata declinazione degli aggettivi, che desta tante preoccupazioni.
Basta un po’ di logica per poter usare i trucchetti che vi mostrerò.
Genesi degli articoli sul tedesco
Il corso PON di cui sono docente esperta da un mese sta giungendo quasi al termine, ma mi è bastato poco per capire quali argomenti risultano di intralcio all’apprendimento del tedesco.
In realtà non ho fatto nulla di straordinario: ho semplicemente ascoltato le risposte degli alunni e delle alunne alla mia domanda “Quali argomenti trovate difficili?”
Devo dire che non solo ho ricevuto risposte oneste confermate dai fatti, ma anche diversi progressi nel corso del PON.
Da questo contesto nasce l’esigenza di riunire su questo sito Idee Malsane dieci argomenti ostici in otto articoli, con cadenza bisettimanale (mercoledì e venerdì).
In più pubblicherò altri due articoli che riguardano rispettivamente l’esame B1 e il mondo cinematografico e telefilmico germanofono.
Se ricordate, nell’articolo http://ideemalsane.it/?p=471 ho fornito consigli su come affrontare gli esami Cambridge.
Allo stesso modo darò dritte sull’esame B1 del Goethe-Institut e consiglierò la visione di film e telefilm prodotti in Germania e in altri paesi germanofoni.
Keine Angst! Keine Sorge!
Sono qui per questo: risolvo problemi, ma non alla maniera di Mr. Wolf di Pulp Fiction!
Dedico il primo dei dieci articoli sulla lingua e cultura tedesca a uno degli argomenti considerati più complicati da apprendere: la declinazione di articoli e aggettivi.
Come con le lezioni di inglese, fornirò materiali di diverso tipo.
Brevissima risposta al perché della “declinazione” in tedesco
Il tedesco è una lingua del ramo germanico, ma la parola “declinazione” fa sicuramente ricondurre al “famigerato” latino.
Ebbene sì.
Questa lingua ha donato in eredità alcune strutture sintattico-grammaticali al tedesco, in particolar modo l’uso di desinenze per articoli e aggettivi, la costruzione della frase e il verbo a fine frase nelle proposizioni secondarie.
Per il momento vediamo la declinazione di articoli e aggettivi, il che implica che articoli e aggettivi prendono delle desinenze secondo la loro funzione nella frase (funzione di soggetto, complemento oggetto, complementi vari).
Tedesco – Declinazione di articoli e aggettivi
Come promesso, vi mostrerò dei trucchetti per apprendere il tedesco in modo più semplice.
Gli articoli determinativi (il, l’, lo, la, i, gli, le), quelli indeterminativi (un, un’, uno, una) e kein- (particella negativa traducibile con “nessunə”, come in “Non ho nessun amico/nessuna voglia di parlare”) seguono la stessa declinazione secondo il GENERE (maschile, femminile o neutro), o meglio, in totale sono tre le declinazioni da ricordare, non è che ogni articolo e ogni genere viene declinato in modo diverso.
Nella fattispecie, l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al femminile seguono un’unica declinazione con le desinenze -e ed -er; l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al maschile seguono un’unica declinazione con le desinenze tipiche della declinazione maschile; l’articolo determinativo, indeterminativo e kein- al neutro seguono un’unica declinazione con le desinenze tipiche della declinazione neutra. Infine il plurale di tutti questi articoli segue una propria declinazione quasi uguale a quella femminile, a parte -en al dativo invece di -er.
Insomma, ci sono tanti tipi di articoli, ma sole quattro declinazioni da ricordare.
L’ordine con cui generalmente si spiegano i casi delle declinazioni è nominativo-genitivo-dativo-accusativo, ma preferisco sovvertire l’ordine accostando il nominativo (il sostantivo fa da soggetto della frase, cioè da persona che compie un’azione, es. “Io mangio la mela”) all’accusativo (complemento oggetto, ossia ciò su cui ricade un’azione, es. “Io mangio la mela“).
Il motivo è che gli articoli si declinano allo stesso modo al femminile, al neutro e al plurale in questi due casi.
Vedremo nell’articolo successivo quali sostantivi vanno con l’articolo maschile, quali col femminile e quali col neutro.
Per il momento godetevi gli schemini che vi allego sugli articoli determinativi, indeterminativi e su kein-. Nella prima immagine vediamo questi articoli declinati al nominativo, nella seconda all’accusativo, nella terza in tutti i casi.
Secondo trucco:
Gli aggettivi possessivi (mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro) seguono quasi sempre la stessa declinazione al MASCHILE e NEUTRO da un lato, e al FEMMINILE e al PLURALE da un altro.
“Quasi sempre” perché al dativo e all’accusativo ci sono delle differenziazioni.
Declinazione degli aggettivi
Passiamo ora alla declinazione degli aggettivi.
Articoli e aggettivi vanno a braccetto, perciò li ho trattati in un unico articolo.
Tuttavia, nel caso della declinazione degli aggettivi non ho potuto mettere nominativo e accusativo insieme, perché si differenziano secondo il genere.
Eccoci al terzo trucco:
Per capire che desinenza ci vuole alla fine degli aggettivi, basta vedere cosa c’è prima dell’aggettivo.
Tempo richiesto: 1 minuto.
Cosa c’è prima dell’aggettivo?
Declinazione debole (-en, -e)
È la declinazione aggettivale più semplice: o è -en o è -e. Si usa quando abbiamo gli articoli determinativi, che già si declinano (quindi che bisogno c’è di declinare pure gli aggettivi?!) e quando sono preceduti dai pronomi indefiniti (medesim*/stess*/quell*/ogn*/qualche/tal*/qual*).
Declinazione mista (-en, -e, -er, -es)
Qui abbiamo le desinenze -en ed -e, come nella declinazione debole, e in più -er (SOLO AL NOMINATIVO MASCHILE) ed -es (SOLO AL NOMINATIVO E ACCUSATIVO NEUTRO). Questa declinazione si usa con gli articoli INdeterminativi, con kein- e con gli aggettivi possessivi.
Declinazione forte (-en, -e, -er, -es, -em)
Alle quattro desinenze della declinazione mista si aggiunga -em per il dativo maschile e neutro. Si usa quando l’aggettivo NON È PRECEDUTO DA ARTICOLI (altrimenti seguirebbe la declinazione debole, non trovate?) e quando è preceduto dai NUMERI e da quantificatori come “alcun*/qualche/numeros*”. Insomma, con la declinazione forte… DATE I NUMERI!
ATTENZIONE: Alla voce “nota bene” ‘N+A’ significa Nominativ+Akkusativ; ‘N’ invece significa Nominativ.
Vi svelo il quarto e quinto trucco (non è accademico, ma forse vi toglierà dall’impiccio di non ricordarvi tutte queste desinenze):
Parlate velocemente, così i vostri interlocutori non notano quale desinenza abbiate usato;
In questo articolo scopriremo i principali intensificatori e quantificatori in inglese. In più capiremo quali vanno con gli aggettivi, quali coi sostantivi, quali con entrambi. Very, much, more, many, most, enough, too, ... AIUTO!
In questo articolo scopriremo i principali intensificatori e quantificatori in inglese. In più capiremo quali vanno con gli aggettivi, quali coi sostantivi, quali con entrambi. Very, much, more, many, most, enough, too, … AIUTO!
Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare
Alla fine di questo articolo avrete innanzitutto imparato cosa siano i quantificatori e cosa gli intensificatori (una delle tante cose che forse a scuola non spiegano o la cui conoscenza danno per scontato).
Secondo, saprete usare gli uni per i sostantivi, gli altri per gli aggettivi…e alcuni sia con i primi che coi secondi.
Ho colto questo grido d’aiuto da parte di diversi alunni e alunne mie, che non riescono ancora a capire cosa va con gli aggettivi e cosa coi sostantivi.
Niente panico, la prof è qui a risolvere ogni dubbio!
Prima di tutto vediamo la distinzione fra quantificatorie intensificatori, poi scopriamo quali sono usati con gli aggettivi, quali coi sostantivi, quali con entrambi.
Quantificatori vs. intensificatori: definizioni.
I quantificatori (quantifiers) sono quelle parole che identificano il numero di oggetti o persone all’interno di una frase, ossia ci dicono quante persone od oggetti ci sono. Es. “Ho molti/pochi amici”.
Gli intensificatori (intensifiers) indicano la qualità di un oggetto o persona, ossia ci dicono com’è e conferiscono una sfumatura all’aggettivo. Es. “Questo libro è molto/poco interessante”.
Di conseguenza, i quantificatori vanno coi sostantivi, mentre gli intensificatori con gli aggettivi.
Lista dei quantifiers:
A lot of: molto/molta/molti/molte;
A little: poco/poca (coi sostantivi che non prendono plurale, gli uncountable nouns);
Little: pochissimo/pochissima (coi sostantivi che non prendono plurale, gli uncountable nouns);
A few: pochi/poche;
Few: pochissimi/pochissime;
Much: molto/molta (coi sostantivi che non prendono plurale, gli uncountable nouns);
Too much: troppo/troppa (coi sostantivi che non prendono plurale, gli uncountable nouns);
Many: molti/molte;
Too many: troppi/troppe.
Lista degli intensifiers:
Quite: abbastanza;
Very: molto;
Really: davvero, veramente;
Absolutely: assolutamente;
Extremely: estremamente.
Tuttavia, ci sono alcune parole che si prestano sia ai sostantivi sia agli aggettivi:
Enough/pretty: abbastanza;
More: di più (comparativo);
(The) most: di più (superlativo).
Scopriamo meglio tutti questi quantificatori e intensificatori con l’immagine creata con Canva, corredata da esempi.
Very, much, more, …
Di seguito, invece, inserisco due link dal sito del British Council con un elenco ancora più ampio di quantifiers e intensifiers.
A proposito di some e any, vi ricordo che potete saperne di più con una delle cinque dosi di English grammar pills: http://ideemalsane.it/?p=103.
Ora vado a pensare ad altri articoli e immagini da creare, sia per la lingua inglese sia per il tedesco sia per l’autismo e traforo, che per il momento sono gli argomenti principali di questo nuovo sito pieno di… idee malsane!
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In questo articolo vi somministrerò la seconda dose di grammatica inglese.
English grammar pills – 2/5
English grammar pills
Eccoci col secondo appuntamento con le English grammar pills, ossia le pillole di grammatica inglese.
Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare
Alla fine di questo articolo avrete imparato i gradi degli aggettivi e i pronomi in inglese.
Poi sarete consapevoli del fatto che in inglese, così come in altre lingue, esiste un sistema di riferimento per i verbi, così da potervi districare meglio nel mare magnum di questa categoria grammaticale tanto ricca sia a livello di quantità di parole per esprimere un’azione, pensiero, stato, sia a livello di insidie che però sono superabili se seguite con costanza queste English grammar pills.
Infine, imparerete la distinzione fra il presente semplice (Simple Present) e il presente progressivo (Present Continuous) a livello di uso e struttura della frase.
Dunque, come già anticipato nello scorso articolo (http://ideemalsane.it/?p=103), la dose che vi somministrerò oggi è composta dai seguenti ingredienti:
Pronomi;
Aggettivi;
Verbi: il paradigma;
Simple Present;
Present Continuous.
Proprio perché il verbo è una categoria grammaticale che provoca grossi danni, ho diviso bene le dosi e prima delle English grammar pills avevo dedicato un articolo proprio ai principali tempi verbali.
Qui vedremo solo la civil war fra Simple Present e Present Continuous (nelle sezioni quattro e cinque), e prima ancora il paradigma (sezione tre).
Tempo richiesto: 6 minuti.
Pronouns
Lo dice la parola stessa: essi sono i sostituti dei nomi. Ciò significa che se è presente un sostantivo in un’unica frase, non può esserci anche il pronome. Viceversa, se c’è già il pronome, non potete mettere subito prima il sostantivo, come nel caso di My cat it is. Mi bruciano gli occhi o mi scoppiano le orecchie nel sentire una frase del genere!
Pensate al pronome e al sostantivo come a Harry Potter e a Voldemort: l'uno può esistere senza l'altro. Dopotutto, se il settimo Horcrux non fosse stato il ragazzo dai capelli arruffati e dagli occhi verdi, forse Voldemort sarebbe sopravvissuto e lo avrebbe ucciso... Insomma, o scrivete/dite Paul isfourteen years old oppure He is fourteen years old, se lo avete nominato già in precedenza. Ma NON Paul he is fourteen years old.
Se proprio non potete farne a meno, avete queste alternative, secondo il contesto. Es. 1: Paul? He is fourteen years old. Paul? ha una funzione fàtica, per indicare se avete capito bene la domanda in cui vi chiedono l'età di Paul... e non di George, per esempio. Es. 2: Paul, he is fourteen years old. In questo caso he indica una persona che non siate né voi né Paul, bensì uno che state difendendo o attaccando. Avete presente quando il vostro partner "Paul" fa da "genitore elicottero" nel difendere il pargolo a spada tratta, mentre voi volete che "he" cresca? Ecco, in questo caso ci vanno bene sia Paul sia he, ma con la pausa/la virgola.
Adjectives
L’aspetto positivo di questa parte del discorso è che non prende desinenze al plurale, né si pone il problema sul sesso del sostantivo che accompagna. Chi non vorrebbe una comaracarefree come gli aggettivi?
Verbs: the paradigm
In principio era il Verbo. Verbum caro factum est. A meno che non vi esprimiate esclusivamente a gesti/emoticon, da qualche parte il verbo dovrà pure appoggiarsi per crescere e riprodursi in più tempi. Altrimenti come fa a reggere il peso di un’intera frase? Ecco a cosa serve il paradigma. L’inglese, da buon Ebenezer Scrooge, usa solo tre voci verbali, a differenza del latino, che ne usa generalmente cinque. Considerate il paradigma come il bastone cui si appoggia Gandalf il Bianco per esorcizzare Capitan Findus, ops, Re Theoden a Rohan.
Simple Present
Ah, la famosa -s alla terza persona singolare! Questa cantilena la sapete da tempo immemore, eppure quante volte ho dovuto fare la Grammarnazi di fronte a prove scritte e orali? Ora, a me non dispiace affatto agire da Grammarnazi e lo faccio prima con me stessa, solo vorrei sentire/leggere più spesso quella desinenza così piccina. A differenza delle lingue romanze, in inglese solo alla terza persona singolare del Simple Present c’è una desinenza piccola piccola da inserire, quindi non dovete scervellarvi come fate col francese, con lo spagnolo o con l’italiano. Al massimo la -s diventa -es o -ies secondo il verbo che fa da radice a queste desinenze, ma poiché non parlate il creolo giamaicano e l’inglese è una lingua germanica, prendete l’abitudine di mettere ‘sta desinenza. Questo esprime il Simple Present, un’abitudine, quindi servitevi di questa desinenza. Con criterio, non a casaccio.
Present Continuous
In questo caso è l’ausiliare to be la parte del discorso ignorata, trascurata, dimenticata. Vi sembra giusto, dico io, che in una frase doing, playing, studying, visiting o altri verbi al gerundio si reggano da soli, senza l’ausilio del verbo del dilemma di Amleto? Dunque, usate questo ausiliare per aiutarvi a esprimervi in modo più completo, per dire che state facendo qualcosa che non sia trascurare il verbo essere. Che poi tante regole vanno a farsi benedire nel linguaggio orale, specialmente nei telefilm, è un altro paio di maniche. Nel frattempo iniziate a padroneggiare bene la lingua, poi potrete omettere ausiliari come to be, do, did e altri. Ma solo quando sarete dei e delle Master nella lingua inglese.
Anche stavolta voglio premiare chi è riuscitə ad arrivare fino alla fine.
Vi spoilero i prossimi cinque argomenti:
Come parlare di hobby e interessi;
Simple Past (passato semplice, noto pure come preterito, che si traduce col passato remoto, col passato prossimo e con l’imperfetto);
Past Continuous (passato progressivo);
Present Perfect Simple (un altro tempo passato che si traduce col nostro passato prossimo);
Present Perfect Continuous (un tempo molto simile al Present Perfect Simple, ma con una leggera differenza di significato).
See you soon!
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