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mercoledì 5 maggio 2021

Tedesco - preterito e perfetto

In questo articolo scopriremo i trucchi su due tempi del tedesco che fanno girare la testa. Tedesco - preterito e perfetto.

In questo articolo scopriremo i trucchi su due tempi del tedesco che fanno girare la testa. Tedesco – preterito e perfetto.

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato a usare i tempi preterito e perfetto per parlare di azioni passate o appena compiute.

L’ultima volta abbiamo avuto un primo impatto coi verbi tedeschi: http://ideemalsane.it/?p=595.

Abbiamo accennato al fatto che la differenza fra verbi misti, deboli e forti sia evidente soprattutto nel tempo preterito (Präteritum, passato remoto, altra eredità del latino).

Approdiamo dunque a queste sponde sicure e con trucchi per apprendere e usare meglio sia questo tempo sia il perfetto (Perfekt, passato prossimo).

Come in altre lezioni di inglese e tedesco, ricorrerò a schemi e SmartArt del caro programma PowerPoint.

Ma prima (ri)scopriamo cosa sia il paradigma. Ho già usato questo termine in una delle English grammar pills.
Nelle due immagini che seguono sta spiegato ciò che ci serve per il momento.

Tedesco – preterito e perfetto

Anche per questo argomento ci sono degli Eselsbrücken.

Scopriamo insieme quali sono!

Tempo richiesto: 3 minuti.

Preterito

  1. Schwache Verben (verbi deboli) – Goku

    Come detto già nella scorsa lezione, i verbi deboli sono quelli generici, cioè la coniugazione di questi verbi è tipica dei verbi regolari.
    Non ci sono modifiche di vocali, bensì solo le desinenze finali per esprimere il preterito.
    Fragen e arbeiten sono due esempi di verbi deboli.
    L’ho associato al personaggio di DragonBall Goku perché rispetto a Vegeta è meno orgoglioso e molto accogliente.

  2. Starke Verben (verbi forti) e unregelmäßige Verben (verbi irregolari) – Vegeta

    “Andare, partire, tornare”: tre verbi che in tedesco hanno una coniugazione irregolare.
    Fahren (partire) è un esempio di verbo forte (presente: du fährst e er/sie/es fährt), mentre gehen (andare) e (zurück)kommen (venire – tornare) sono irregolari.
    Vegeta è l’orgoglioso (e rompiscatole) Sayan e personalmente sono #teamvegeta, quindi non potevo non associarlo ai verbi forti. 😛

  3. Gemischte Verben (verbi misti) – Gogeta

    Lo dice la parola stessa: misto. Significa che questi verbi prendono una coniugazione un po’ come quella dei verbi forti, un po’ come quella dei deboli. Insomma, questi verbi misti sono Gogeta, ossia la fusione fra Goku e Vegeta.

Ora vediamo insieme il Perfekt, ossia un tempo composto del modo indicativo.

Dal numero di immagini potrete dedurre che il Präteritum in fondo in fondo così complicato non lo sia.

In realtà nemmeno il Perfekt è così difficile, purché si prenda come riferimento almeno uno o due verbi per ogni gruppo per poter ricordare i paradigmi dei verbi simili.

È lo stesso ragionamento seguito per i paradigmi in inglese, che ho voluto applicare anche per il tedesco.
Di seguito sono riportate le desinenze per formare il tempo perfetto e le tabelle coi gruppi verbali per associazione di suoni o per la forma simile.

Last but not least…

Ricordo che la parentesi destra si attiva nei seguenti casi:

  • tempo preterito dei verbi separabili;
  • verbi modali;
  • tempo perfetto.

Vi lascio con un’ultima chicca sul doppio infinito coi verbi modali.

Se vi volete esercitare coi paradigmi, scrivetemi alla mail robertafi.visone@gmail.com per ricevere degli esercizi interattivi.

Per oggi è tutto.

Tschüß!

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domenica 18 aprile 2021

Lezione bonus di latino: come affrontare serenamente una versione

Come promesso, ecco a voi una lezione bonus su come affrontare una versione di latino in maniera serena ed efficace.

Seguite lo schema che vi riporterò fra poco e vedrete come man mano riuscirete a passare da un quattro a un otto, se non nove o dieci! Parola di chi ai compiti di latino prendeva sempre otto e nove (tranne una volta, con la perifrastica passiva: 5 e mezzo e tante lacrime... e non era manco una versione, bensì una traduzione di frasi!)

All'inizio la procedura vi risulterà molto meccanica o vi sembrerà di procedere molto lentamente, ma con la pratica riuscirete a velocizzare i tempi di comprensione e traduzione del testo.

Allora, ecco la procedura in dodici passi:

  1. Leggere il titolo: in una media da tre a sei parole è riassunto l'argomento principale del testo;
  2. Leggere rapidamente il testo (skimming) per capire meglio la tematica, poi passare alla fase successiva di scanning (lettura approfondita);
  3. Individuare i paragrafi (se il testo è diviso in questo modo) o andare direttamente al punto 4;
  4. Individuare i periodi e le frasi della versione. Come si fa? Semplice! Contando quanti punti (.) (e in diversi casi quanti punti e virgola [;]) ci sono all'interno di essa. Il numero di verbi determina il numero di frasi;
  5. Dividere i periodi e le frasi con una sbarra (/ oppure |) sul punto (.) e su eventuali (;);
  6. Individuare e sottolineare/evidenziare i verbi, che generalmente sono alla fine di una frase o periodo (questa fine è segnata dal [.] o in altri casi dal [;]);
  7. Capire dalla desinenza (suffisso) del verbo che modo, tempo, persona e numero viene rappresentato da ognuno dei verbi nel testo;
  8. Individuare e sottolineare/evidenziare il soggetto di ogni verbo. Come? Vedendo le desinenze (suffisso) delle parole (il caso nominativo, per la precisione) o individuando il pronome personale, che non sempre è espresso in latino ma talvolta c'è;
  9. Individuare e sottolineare/evidenziare le altre parti del testo (sintagmi preposizionali, avverbi, ecc.);
  10. Iniziare a tradurre, tenendo presente che in italiano l'ordine dei costituenti è S (soggetto) - V (verbo) - O (oggetto, diretto o indiretto che sia) e NON S-O-V come in latino;
  11. Ritagliarsi gli ultimi cinque-dieci minuti di tempo per rileggere il testo e correggerlo;
  12. Consegnare la versione svolta.
Riguardo al punto 10, consultare un dizionario è di grande aiuto! Mi raccomando a due aspetti
:
  • se cercate un verbo, prendete la prima voce del paradigma (1° persona singolare del presente indicativo);
  • se cercate un sostantivo o un aggettivo, prendete il caso nominativo.

Fatemi sapere come vi trovate con questo schema! :)

mercoledì 3 febbraio 2021

English grammar pills - Parte 2 di 5

In questo articolo vi somministrerò la seconda dose di grammatica inglese. 

English grammar pills – 2/5

English grammar pills
English grammar pills

Eccoci col secondo appuntamento con le English grammar pills, ossia le pillole di grammatica inglese.

Cosa imparerete a dire, ascoltare, leggere, usare

Alla fine di questo articolo avrete imparato i gradi degli aggettivi e i pronomi in inglese.

Poi sarete consapevoli del fatto che in inglese, così come in altre lingue, esiste un sistema di riferimento per i verbi, così da potervi districare meglio nel mare magnum di questa categoria grammaticale tanto ricca sia a livello di quantità di parole per esprimere un’azione, pensiero, stato, sia a livello di insidie che però sono superabili se seguite con costanza queste English grammar pills.

Infine, imparerete la distinzione fra il presente semplice (Simple Present) e il presente progressivo (Present Continuous) a livello di uso e struttura della frase.

Dunque, come già anticipato nello scorso articolo (http://ideemalsane.it/?p=103), la dose che vi somministrerò oggi è composta dai seguenti ingredienti:

  • Pronomi;
  • Aggettivi;
  • Verbi: il paradigma;
  • Simple Present;
  • Present Continuous.

Proprio perché il verbo è una categoria grammaticale che provoca grossi danni, ho diviso bene le dosi e prima delle English grammar pills avevo dedicato un articolo proprio ai principali tempi verbali.

Qui vedremo solo la civil war fra Simple Present e Present Continuous (nelle sezioni quattro e cinque), e prima ancora il paradigma (sezione tre).

Tempo richiesto: 6 minuti.

  1. Pronouns

    Lo dice la parola stessa: essi sono i sostituti dei nomi.
    Ciò significa che se è presente un sostantivo in un’unica frase, non può esserci anche il pronome.
    Viceversa, se c’è già il pronome, non potete mettere subito prima il sostantivo, come nel caso di My cat it is.
    Mi bruciano gli occhi o mi scoppiano le orecchie nel sentire una frase del genere!

    Pensate al pronome e al sostantivo come a Harry Potter e a Voldemort: l'uno può esistere senza l'altro. Dopotutto, se il settimo Horcrux non fosse stato il ragazzo dai capelli arruffati e dagli occhi verdi, forse Voldemort sarebbe sopravvissuto e lo avrebbe ucciso...

    Insomma, o scrivete/dite Paul is fourteen years old oppure He is fourteen years old, se lo avete nominato già in precedenza.
    Ma NON Paul he is fourteen years old.

    Se proprio non potete farne a meno, avete queste alternative, secondo il contesto.
    Es. 1: Paul? He is fourteen years old.
    Paul? ha una funzione fàtica, per indicare se avete capito bene la domanda in cui vi chiedono l'età di Paul... e non di George, per esempio.
    Es. 2: Paul, he is fourteen years old.
    In questo caso he indica una persona che non siate né voi né Paul, bensì uno che state difendendo o attaccando.
    Avete presente quando il vostro partner "Paul" fa da "genitore elicottero" nel difendere il pargolo a spada tratta, mentre voi volete che "he" cresca? Ecco, in questo caso ci vanno bene sia Paul sia he, ma con la pausa/la virgola.

  2. Adjectives

    L’aspetto positivo di questa parte del discorso è che non prende desinenze al plurale, né si pone il problema sul sesso del sostantivo che accompagna.
    Chi non vorrebbe una comara carefree come gli aggettivi?

  3. Verbs: the paradigm

    In principio era il Verbo.
    Verbum caro factum est.

    A meno che non vi esprimiate esclusivamente a gesti/emoticon, da qualche parte il verbo dovrà pure appoggiarsi per crescere e riprodursi in più tempi. Altrimenti come fa a reggere il peso di un’intera frase?
    Ecco a cosa serve il paradigma.
    L’inglese, da buon Ebenezer Scrooge, usa solo tre voci verbali, a differenza del latino, che ne usa generalmente cinque.
    Considerate il paradigma come il bastone cui si appoggia Gandalf il Bianco per esorcizzare Capitan Findus, ops, Re Theoden a Rohan.

  4. Simple Present

    Ah, la famosa -s alla terza persona singolare!
    Questa cantilena la sapete da tempo immemore, eppure quante volte ho dovuto fare la Grammarnazi di fronte a prove scritte e orali?
    Ora, a me non dispiace affatto agire da Grammarnazi e lo faccio prima con me stessa, solo vorrei sentire/leggere più spesso quella desinenza così piccina.
    A differenza delle lingue romanze, in inglese solo alla terza persona singolare del Simple Present c’è una desinenza piccola piccola da inserire, quindi non dovete scervellarvi come fate col francese, con lo spagnolo o con l’italiano. Al massimo la -s diventa -es o -ies secondo il verbo che fa da radice a queste desinenze, ma poiché non parlate il creolo giamaicano e l’inglese è una lingua germanica, prendete l’abitudine di mettere ‘sta desinenza. Questo esprime il Simple Present, un’abitudine, quindi servitevi di questa desinenza. Con criterio, non a casaccio.

  5. Present Continuous

    In questo caso è l’ausiliare to be la parte del discorso ignorata, trascurata, dimenticata.
    Vi sembra giusto, dico io, che in una frase doing, playing, studying, visiting o altri verbi al gerundio si reggano da soli, senza l’ausilio del verbo del dilemma di Amleto?
    Dunque, usate questo ausiliare per aiutarvi a esprimervi in modo più completo, per dire che state facendo qualcosa che non sia trascurare il verbo essere.
    Che poi tante regole vanno a farsi benedire nel linguaggio orale, specialmente nei telefilm, è un altro paio di maniche.
    Nel frattempo iniziate a padroneggiare bene la lingua, poi potrete omettere ausiliari come to be, do, did e altri. Ma solo quando sarete dei e delle Master nella lingua inglese.

Anche stavolta voglio premiare chi è riuscitə ad arrivare fino alla fine.

Vi spoilero i prossimi cinque argomenti:

  • Come parlare di hobby e interessi;
  • Simple Past (passato semplice, noto pure come preterito, che si traduce col passato remoto, col passato prossimo e con l’imperfetto);
  • Past Continuous (passato progressivo);
  • Present Perfect Simple (un altro tempo passato che si traduce col nostro passato prossimo);
  • Present Perfect Continuous (un tempo molto simile al Present Perfect Simple, ma con una leggera differenza di significato).

See you soon!

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domenica 24 gennaio 2021

Sesta lezione di latino: il paradigma dei verbi

Salve vobis!

Oggi affronteremo il discorso sulla classe variabile chiamata "verbo".

Avrete notato il nome "paradigma" nel titolo, ma cosa indicherà mai questa parola strana?

Immaginate un foglietto rettangolare, come quello all'interno del "biscotto della fortuna".



Su questo foglio sono scritte 5 parole (a volte anche di meno ... ma non è per ora il caso di parlarne). A partire da queste 5 parole il verbo può essere coniugato in tutti i tempi e modi esistenti in latino. Difatti, il paradigma è il modello di riferimento del verbo, perché grazie a esso riusciamo a coniugarlo in tutti gli altri modi, tempi, ecc..

Il paradigma è costituito da quattro voci verbali fondamentali e da una voce verbale derivata.

Le voci verbali fondamentali sono quattro:

  1. I e II persona singolare del modo indicativo presente;
  2. I persona singolare dell'indicativo perfetto;
  3. supino.

La voce verbale derivata è l'infinito presente poiché lo si ottiene prendendo la radice del verbo all'indicativo presente.

Radice, ecco che spunta una parola nuova.

Dopo il biglietto del "biscotto della fortuna", ora immaginate un albero.



Come sapete, l'albero è composto da radici, tronco, rami e foglie.

Le radici e il tronco costituiscono la parte fissa dell'albero e del verboe ne contengono il significato.

I rami corrispondono alla vocale tematica, ossia il ponte fra radice e desinenza, e al suffisso temporale che serve per differenziare i tempi verbali.

Il tema verbale è l'insieme di radice e vocale tematica.

Infine le foglie corrispondono alla desinenza, ossia la parte variabile che specifica la persona e il numero del verbo.

Ora facciamo un rapido excursus sulle voci verbali derivate (sia in diatesi attiva sia passiva).

SPOILER: considerate il vantaggio di avere in latino sei tempi verbali anziché gli otto della lingua italiana, e il congiuntivo che funge pure da condizionale!

Diatesi attiva

Dal tema del...

...derivano

Presente

Indicativo: imperfetto, futuro semplice;  

congiuntivo: presente, imperfetto;                             infinito: presente;                                                                                      participio: presente;                                   

gerundio.

Perfetto

Indicativo: piuccheperfetto, futuro anteriore; 

congiuntivo: perfetto, piuccheperfetto;       

infinito: perfetto.

Supino

Infinito: futuro;                                        

participio: futuro;                                          

supino: in -um.

 

Diatesi passiva

Dal tema del...

...derivano

Presente

Indicativo: imperfetto, futuro semplice;        

congiuntivo: presente, imperfetto;                   

infinito: presente;                             

gerundivo (o participio di necessità).                                                                                  

Supino

Indicativo: piuccheperfetto, futuro anteriore; congiuntivo: perfetto, piuccheperfetto;       infinito: perfetto, futuro;                       participio: perfetto;                                

supino: in -u.



Nelle prossime lezioni affronteremo i seguenti argomenti:
  • differenze fra verbi in latino e in italiano, le quattro coniugazioni del latino e il verbo esse al modo indicativo;
  • l'indicativo presente delle 4 coniugazioni.